Cosa dice di noi al mondo il nostro volto? Come ci poniamo di fronte all’altro e come osserviamo il volto dell’altro, con quali lenti? Col vis-a-vis abbiamo perso dimestichezza e, forse, la colpa non è tutta delle mascherine “Il giudice giudica dalle prove, non dalle facce”. In una scena della fiction Mare Fuori (sono in ritardo, la sto guardando su Netflix), il comandante del carcere minorile di Napoli risponde così alla guardia che tenta di perorare l’innocenza di un ragazzo, appellandosi alle fattezze del suo volto. Chi ha lineamenti così acerbi e delicati non può agire un delitto tanto grave.  Il comandante ribatte con la battuta d’aperturaLeggi altro →

Cancellare l’errore significa forse non prenderne veramente coscienza, mentre l’apprendimento è – in quanto tale – fatto di inciampi. Perché è così difficile nella nostra società accettare l’errore o tollerare il fallimento? Quali sono le conseguenze, a volte tragiche, di questa stortura e quali, invece, le radici nell’infanzia? Non ho mai sopportato, da quando la mia prima figlia frequentava le scuole primarie, le penne cancellabili. E anche oggi, che tocca al mio secondo, mal le tollero. E non è solo una questione di costi, anche se questa magica penna può arrivare a costare 7 volte tanto una più onesta e modesta biro. Ma no, nonLeggi altro →

Anche il battito del cuore, se ci pensiamo, fa una pausa per prendere “la rincorsa”. Tanto conta quello che, apparentemente, non c’è. Vale nelle nostre vite, vale nel lavoro dello psicologo e nell’ascolto dell’altro Il cuore, il cuore col suo “tu-tum”, da sempre ci fa da colonna sonora. A pensarci bene però, ad ascoltare fino in fondo, il ritmo del cuore è ternario: se infatti udiamo distintamente i due battiti in sequenza, quello da ascoltare con attenzione è il non-battito che segue i due. Tempo in cui il cuore si riempie, prende la rincorsa e si prepara all’azione, tempo di recupero, tempo di espansione. Dunque,Leggi altro →

Viviamo in una realtà che ad ogni momento, per qualsiasi cosa, ci impone di schierarci, di stare di qua o di là, come si dice ora “senza se e senza ma”. Ma cosa perdiamo in questa polarizzazione tra bianco o nero? Forse più di quello che immaginiamo “Si deve aspettare l’arrivo di un nuovo genere di filosofi… i filosofi del pericoloso ‘forse’ in ogni senso”. Così il grande Nietzsche in “Al di là del bene e del male”, sempre provocatoriamente dipinge, ancora una volta con precisione chirurgica, uno dei mali peggiori della nostra modernità, divenuto oggi sempre più attuale. Viviamo in una realtà che adLeggi altro →

“Il re d’Egitto disse alle Levatrici degli Ebrei: “Quando assistete le donne ebree durante il parto, osservate bene le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, potrà vivere” (esodo 1,15-16) Questo il celebre passaggio biblico delle Levatrici di Egitto e della missione a loro affidata dal Faraone di “risolvere”, in qualche modo, il problema della profezia che annunciava la venuta di un usurpatore del regno venuto dal popolo di Abramo. Che la storia del popolo ebraico sia costellata da sacrifici e persecuzioni purtroppo non è affatto una novità, singolare invece a mio parere è la strategia che le levatrici (castaLeggi altro →