Due ricercatori della Cornell University hanno analizzato la distorsione cognitiva che rende l’ignorante sicuro di sé McArhur Wheeler, 45 anni, 120 chili di peso per 180 centimetri di altezza si presenta a volto scoperto in banca, armato di pistola, ed effettua una rapina.  Due giorni dopo si dimostra esterrefatto per il fatto che la polizia sia riuscito a catturarlo… esterrefatto perché convinto di essere invisibile alle telecamere. «Eppure me ne sono messo un sacco di succo di limone in faccia, non capisco come abbiate fatto a capire…» Già, il buon Wheeler era convinto che il succo di limone avrebbe in qualche modo neutralizzato le telecamereLeggi altro →

Mi ha fatto male l’infelice battuta di un governatore che sembra non aver colto il valore profondo dell’attività scolastica in presenza  L’ironia, l’ironia è una gran cosa, una di quelle difese del nostro io che lo stesso Sigmund Freud, nella sua psicopatologia della vita quotidiana, ritiene essere la risorsa più grande possibile, aiuto assolutamente insostituibile nei momenti di grande difficoltà della vita.  Mi ha fatto però proprio male l’infelice ironia di quel governatore narcisisticamente compiaciuto della propria verve, che con l’amaro in bocca e un sardonico atteggiamento ha schernito la bambina rea solo di avere in modo sincero e forse inaspettato dichiarato che ama laLeggi altro →

La toccante esperienza di uno psicologo in una unità ospedaliera che lotta contro il Covid 19 “Bisogna mettere due paia di guanti”:  “Perché, la bestia li può bucare?” “ No”, sorride il collega esperto in malattie infettive, “perché quando togli il destro poi avresti la mano nuda a togliere il sinistro e lì… entra”.  Poi ci sono le mascherine e i camici in tnt, togliere appena fuori dal reparto, poi le sovrascarpe, poi occhio ai gesti di autocontatto….. Comincia così la mia esperienza in Psycological Unit Covid-19, già perché se i preti parlano in latino ed i filosofi in greco, da un po’ gli psicologiLeggi altro →

Se un discorso ci sembra difficile non ci viene mai il dubbio che sia colpa della nostra incompetenza? Avvertenza: la lettura di questo articolo è riservata a tutti quelli che hanno tempo da perdere in riflessioni e meditazioni e sconsigliata a quelli che vanno di fretta.  «Il linguaggio è la casa dell’essere ed i suoi custodi sono i filosofi ed i poeti», così Martin Heidegger nella celebre Lettera su l’umanesimo, parola che suona come una indicazione sempre valida, un faro gettato nel buio della radura del senso.  Il filosofo sembra dunque dirci che il linguaggio non è solamente una modalità di comunicazione, un modo per farci capire. IlLeggi altro →

È figlia dell’ansia e genera ansia la mania di misurare con tabelle, graduatorie, statistiche la crescita dei bambini Inizia subito, appena il bimbo esce dalla sala parto. Viene lavato scaldato visitato e misurato.Peso, altezza, carnagione, reazione agli stimoli visivi, uditivi, cinestesici.Poi lo portano ai genitori, sulla culla c’è un cartellino, nome, cognome, peso…«Mio figlio è all’ottantesimo», occhi sgranati, tutti a felicitarsi, alcuni con una punta di invidia. Io penso «Be’ si vede che ci sarà una gara, alla fine chi è al percentile più alto vincerà un premio, il pannolino d’argento». Ti sembra che finisca lì, che sia solo una specie di gioco nevrotico traLeggi altro →

Conviene guardare con tolleranza se non con benevolenza ai cosiddetti ‘placebo’, che a volte sono sorprendentemente efficaci «Una castagna, devi prendere una castagna matta e tenerla in tasca per tutto l’inverno, così niente influenza»Avevo 15 anni e quella tipica voglia adolescenziale di controllare l’insicurezza e la paura attraverso il ragionamento, le idee quadrate e incontrovertibili.Perciò il consiglio non fu accolto, né allora né poi. Mi dava addirittura insicurezza: come essere in sala operatoria prima di addormentarsi e vedere che il chirurgo sfrega un corno in corallo e che l’anestesista estrae il pendolino. Ma ora, col passare degli anni, le certezze si incrinano e adesso sonoLeggi altro →

Il format televisivo che drammatizza le gare di aspiranti cuochi è un insulto all’intelligenza e a chi sopporta vere sofferenze  Tre persone improbabili: un palestrato con tatuaggi maori e bicipiti da decatleta, la ragazza che viene dal sud sempre con quel congiuntivo, l’orientale naturalizzata italiana con la lacrima facile che legge la lettera del padre.Un solo elemento comune: un grembiule blu, un grembiule da pasticciere. Siamo alla finale del reality del momento, la sfida dei pasticcieri. Io che arrivo da un paese di campagna ho sempre pensato che il pasticcere fosse un bel mestiere, piuttosto tranquillo, fantasioso e creativo. Da psicologo poi ho sempre pensatoLeggi altro →

Fa star male l’invidia dell’altrui fortuna. Ci possiamo salvare convincendoci di avere una nostra classifica, né primi né ultimi Dio convocò al suo cospetto due persone, un avaro e un invidioso. Disse loro: «Che uno di voi esprima un desiderio, io lo esaudirò e darò all’altro il doppio di ciò che viene chiesto».L’avaro rimase in silenzio immaginando di poter guadagnare di più se l’altro avesse chiesto.L’invidioso allora pensò e ripensò… poi disse a Dio: «Toglimi un occhio». Penso che questa breve storia rappresenti in modo magistrale il meccanismo dell’invidia, ovvero l’attenzione costante all’altro come persona da limitare, contenere, danneggiare.Già, tutto ruota intorno al tema delLeggi altro →

“Suo figlio è veramente bravo non c’è che dire…. ma il mio è più bravo del suo!” Chi non ricorda lo scatch di Aldo Giovanni e Giacomo che caricaturavano le loro madri! D’altra parte si sa, i figli da sempre come ci direbbe Gibran sono i dardi scoccati nel futuro ed allora non c’è proprio nulla di male se nello scoccarli noi genitori ci auguriamo che possano andare un po’ più lontano.  Se penso alla mia generazione ad esempio, io sono uno di quelli che hanno avuto la possibilità di studiare pur non essendo figlio di dottori o professori e quindi, almeno in questo hoLeggi altro →

I nuovi quiz con premi milionari mettono in mostra imbarazzanti abissi di analfabetismo culturale, frutto della civiltà del clic  «Monti o fiumi: per 150.000 euro, l’Adamello che cosa è?»Sudore, gambe che si muovono spasmodicamente, unghie mangiucchiate… «Fiume!»Peccato, 150.000 euro servirebbero anche a me, ma io non sono ospite al quizzone di prima serata.Non che vincere tanti soldi sia un merito culturale o che vada necessariamente abbinato a particolari qualità, quello che colpisce però da un lato è la facilità con la quale apparentemente si vince e dall’altro il fatto che certi passi falsi, diciamolo pure certe vaccate, a proferirle sono persone giovani spesso tutt’altro cheLeggi altro →