Carl Gustav Jung: il mistero dell’amore
L’amore come legge suprema e inspiegabile ci regala una grande lezione. Gli opposti possono dialogare con una logica diversa da quella della ragione ed esiste una resa senza sconfitta.Leggi altro →
L’amore come legge suprema e inspiegabile ci regala una grande lezione. Gli opposti possono dialogare con una logica diversa da quella della ragione ed esiste una resa senza sconfitta.Leggi altro →
Possiamo accedere all’assoluto a cui tendiamo, ci ricorda Jung, solo se accettiamo fino in fondo la nostra singolarità e i nostri limiti. La sfida è imparare a conoscere tanto le vette di bellezza che riusciamo a raggiungere quanto gli abissi di male in cui rischiamo di cadere. Leggi altro →
Jung ci invita a tenere in mano i due capi del filo. Pensare alla fine come a una meta e ricordare che l’inconscio non considera la morte. Il maestro ci sprona a guardare sempre avanti, alle miglia ancora da percorrere. Così la vita, dalla prima alba all’ultimo tramonto, è avventura, impegno, indefinito divenire.Leggi altro →
Credere e sapere, inizio e fine, spazio e tempo: per la psiche queste categorie non conoscono confini netti, bensì infinite possibilità di trasformazione. E se fosse così anche per la nostra esistenza finita?Leggi altro →
Carl Gustav Jung ci spiega perché abbiamo bisogno di ampliare la conoscenza della natura umana. Le sue parole suonano oggi più mai profetiche: a ciascuno di noi è consegnata la grande reponsabilità di salvare le differenze.Leggi altro →
Il mistero dell’amore si fonda su uno scambio, anche di prospettiva: non si dona a chi si ama, ma si amano coloro ai quali si dona.Leggi altro →
Il guscio che protegge l’aragosta è anche la gabbia che bloccherebbe la sua crescita se, a un certo punto, l’aragosta non si sentisse a “disagio nella sua pelle”. È una sensazione sgradevole, un momento di crisi, che stimola il cambiamento.Leggi altro →
Alla radice dei nostri problemi, ci insegna il fondatore della bioenergetica, c’è la perdita di contatto con il corpo, la nostra prima casa e il tramite dei nostri progetti nel mondo. Reprimiamo sensazioni ed emozioni per paura di soffrire. Ma un corpo che non sente, non vive.Leggi altro →
“Se non sono abbastanza nero, e non sono abbastanza bianco, e non sono abbastanza uomo, allora dimmi chi diavolo sono io?”. E’ in questa domanda l’essenza della tragedia umana di Don Shirley, il pianista di colore, protagonista di questo intenso Green Book. Allontanarsi dalle proprie radici, nel tentativo di sfuggire al pregiudizio, alla presunta colpa di essere diverso e ritrovarsi nella torre eburnea della solitudine, alla ricerca della propria identità. Quando ha inizio il viaggio di Shirley, uomo elegante, colto e raffinato, il suo angelo custode è un uomo rozzo, un po’ ignorante, dotato di pugni e pistola. A ricordarci forse che non siamo soli, ma cheLeggi altro →
“Abbi cura di me”. Nella canzone portata da Cristicchi a Sanremo vibra un appello potente, fatto di umiltà e di coraggio. Ci vuole umiltà per dichiararci fragili. E a volte dobbiamo radunare tutto il nostro coraggio per chiedere l’abbraccio, quando il passo si fa incerto e abbiamo paura di cadere. Eppure è proprio questo ciò di cui tutti abbiamo bisogno. Sentire di poterci affidare a qualcuno che sappia starci accanto e che custodisca le nostre debolezze come si fa con un tesoro. La standing ovation a Cristicchi ci sembra un gesto liberatorio. Siamo fallibili e possiamo chiedere aiuto. E in questo c’è un piccolo miracolo.Leggi altro →
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