Anche se apparentemente dolore e sofferenza possono sembrare sinonimi, la differenza è sostanziale. Per la filosofia Zen, per esempio, il dolore è inevitabile, mentre la sofferenza è opzionale. Una domanda apparentemente inutile, come spesso molte domande appaiono: che differenza c’è tra dolore e sofferenza? Sono la stessa cosa o sono sinonimi? Ad andare di corsa, come normalmente ci siamo abituati ad andare, si direbbe che in fondo siano la stessa cosa; a ben guardare, però, a voler spaccare il capello se non in quattro almeno in due, le cose stanno diversamente. Nella filosofia Zen viene spiegata bene questa cosa del dolore e della sofferenza, quasiLeggi altro →

Quando possiamo dire che di fronte a un torto è stata fatta giustizia? Se è la vendetta a guidarci, non facciamo che proseguire proprio in quella modalità che abbiamo criticato o contro cui abbiamo lottato «[…] e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell’ora dell’addio, non conoscendo affatto la statura di Dio». Così Faber, il maestro poeta e cantastorie della pochezza umana, ci racconta la storia di un nano che silenziosamente e caparbiamente riesce a studiare e a diventare giudice. Finalmente, dunque, raggiunta la statura elevata che il suo ruolo gli dà, riesce a compiere la sua vendettaLeggi altro →

Ricordati chi sei: il difficile passaggio, raccogliere l’eredità dei padri e divenire ciò che siamo. in un tempo in cui abbiamo nascosto la fatica e la sofferenza della vita, prendere contatto con la naturalezza della morte e la fisiologica fatica dell’esistere può essere utile.Leggi altro →

Spesso siamo così presi dal controllare ogni movimento dei nostri figli, dal voler sapere ogni cosa della loro giovane vita, che finiamo col dimenticare che mentre noi guardiamo loro, loro guardano noi. Carl Gustav Jung prima e un geniale Franco Nembrini ora, ci ricordano che ciò che passa nella difficile azione di “tirar su” i figli, è l’esempio, ciò che loro osservano in noi.Leggi altro →